Il mio nome non ha un significato conosciuto. Non è neanche un nome che si associa direttamente a qualche personaggio storico, attuale, o santo. Per questo devo dire che sono grata ai miei genitori.

Perchè mi da libertà. Per quanto io cerchi di convincermi che il mondo non è nient'altro che caso e caos, sono sempre intenta ad interpretare. Interpretare dettagli insignificanti, come se mi potessero aiutare a capire le persone e vedere come andranno avanti le cose.

Perché mi piacciono le storie. E nelle buone storie si raccontano solo le parti importanti, messe lì dall'autore in modo che tu, lettore, possa capire, imparare, e riflettere sulla storia. Tutto ciò cge leggi è stato selezionato con cura per far parte della narrativa. Una parola che nella vita è casuale, in una storia ti rivela di nascosto già la fine.

Perché a noi umani piace avere un filo che ci conduca. Da quando esistiamo, raccontiamo storie, ed è parte di ciò che ci rende umani: la socialità, il trasferimento di significato e quindi l'abilità di astrazione, e la condivisione. Le storie ci hanno portati fino a qui.

Perché allora mi causa così tanti problemi l'eccessiva interpretazione della realtà? Vorrei poter vedere cone un'animale a volte, che non conosce le storie, che non è costantemente alla ricerca di un'insulso e inesistente significato. Ma almeno sono libera, io. Mi chiamo [redacted], e posso essere me stessa.